
Il 10 maggio 1997 ad Edimburgo la partita dei Rangers contro gli Hearts è una pura formalità. Il 9-in-a-row è stato appena conquistato ed i festeggiamenti sfrenati lasciano in secondo piano ogni cosa. Pochi si accorgono, quindi, di un ragazzino che al centro del campo esordisce mostrando una personalità fuori dal comune: Barry Ferguson. Tifoso storico della squadra, fratello di Derek che ha giocato con discreti risultati nei light blues sotto Suness, il 18enne comincia un'avventura che pochi immaginano sarà così vincente e travagliata.
Nell'annata 1997-98, Barry si trova chiuso da un giovane italiano emergente, Ringhio Gattuso, e colleziona solo 7 presenze. La stagione finisce male, con il mancato 10-in-a-row e l'addio di Smith, che passa la mano ad Advocaat.
Il nuovo mister acquista molti campioni stranieri, spesso esperti ed affermati, e per il giovane scozzese sembrerebbe profilarsi un futuro lontano da casa. Invece accade l'esatto contrario: non solo Fergie viene promosso titolare, ma diventa anche il regista della squadra. Perno e trascinatore, riesce a trasmettere lo spirito guerriero di Ibrox a compagni e tifosi, di cui diventa subito beniamino. La stagione 1998-99 si chiude in trionfo: i Gers conquistano il Treble disintegrando il Celtic 3-0 a domicilio e poi in Coppa di Scozia, offrendo un gioco veloce e spettacolare. Barry si dimostra a suo agio non solo in patria, ma anche in Europa. Contro il Bayer Leverkusen stupisce tutti gli osservatori con una prestazione da Man of The Match ed un assist geniale per Van Bronchorst. Davanti al Parma nel turno successivo, combatte alla pari contro Dino Baggio e Veron, dando il là all'azione del definitivo 1-1 in casa. Purtroppo il ritorno non è fortunato, sullo 0-1 Porrini si fa espellere ed i ducali rimontano 3-1, ma Ferguson può dirsi più che soddisfatto per le ottime recensioni che già ottiene dagli esperti.
Nella stagione successiva le cose vanno ancora meglio. Il gioco dei Gers migliora di gara in gara ed il campionato viene conquistato con addirittura 21 punti di vantaggio sul Celtic, e la Coppa di Scozia con un sonoro 4-0 all'Aberdeen. Il dominio appare incontrastato. Gli unici rammarichi vengono dalla Champions League. Nei preliminari viene colto uno dei risultati più belli della storia, con l'eliminazione del Parma detentore dell'Uefa, ma nel girone la sfortuna condanna gli uomini di Advocaat. A Monaco contro il Bayern risultano fatali tre legni ed il gravissimo infortunio di Mols, con la sconfitta per 1-0 che giunge su rigore, quando sarebbe bastato il pari per passare. Ma anche questa volta Barry si è attirato riconoscimenti incredibili, ed è già richiesto da molte big europee. Inutile aggiungere che in patria il premio per miglior giocatore della stagione è il suo.

Il 2000-01 sembrerebbe una formalità per la corazzata di Ibrox, ma invece i cugini risorgono con O'Neill e si impongono 6-2 nel primo derby stagionale. All'interno dello spogliatoio qualcosa si rompe e la squadra non gira più come nelle fantastiche annate precedenti. Nonostante le prestazioni sempre ottime del suo regista, nessun trofeo viene conquistato, ed anche in Europa non arrivano conferme. Dopo il 2-2 casalingo con il Monaco, che sancisce l'uscita di scena dalla Champions, Advocaat cerca di dare la scossa ad una squadra sempre più disunita facendo passare la fascia di capitano da Amoruso proprio a Ferguson, il gladiatore e leader che non si arrende mai. E' questa una delle poche note positive della sua stagione, accanto al primo gol al Celtic nel derby “vendetta” finito 5-1.

Il 2001-02 si apre senza gli acquisti sensazionali degli anni scorsi (DeBoer e Flo solo per dirne 2), e nei primi mesi il Celtic prende già il largo. Dopo la magica notte di Parigi in Uefa (vittoria ai rigori contro il PSG), Advocaat decide di diventare direttore tecnico e lasciare la mano all'allenatore emergente Alex McLeish, che sta sorprendendo alla guida degli hibs. Molti tifosi storcono il naso, dopo le precedenti “abbuffate” di gioco e trofei questo sembra un ridimensionamento.
Ma il nuovo mister fa il suo dovere, infondendo nuova grinta alla squadra, e riuscendo a guidarla alla vittoria di entrambe le coppe nazionali. In Coppa di Lega, dopo il 2-1 al Celtic in semifinale, l'ultimo atto contro l'Ayr è poco più di una formalità: 4-0 con Fergie che partecipa alla festa con un gol alzando il suo primo trofeo da capitano.
In Coppa di Scozia la finalissima contro i cugini viene ricordata come una delle più belle per emozioni e cambiamenti di fronte. Sull'1-2 per gli avversari, Ferguson si inventa una punizione a giro memorabile che fa esplodere Hampden Park e sigla il pari che taglia le gambe ai biancoverdi. All'ultimo secondo Lovenkrands timbra lo storico 3-2 per il secondo alloro di Fergie capitano. In questa annata il nostro comincia a familiarizzare con i calci piazzati, e mette anche a segno 2 rigori nella doppia sfida europea col Feyenoord, purtroppo inutili.
E' nel 2002-2003 che le sue qualità realizzative esplodono definitivamente. In campionato i centri sono addirittura 16, alcuni memorabili e fondamentali per il ritorno del titolo ad Ibrox. All'ultimo minuto dell'ultima gara di campionato contro il Dunfermline, Arteta sigla il 6-1 consegnando la vittoria ai Gers per differenza reti e scatenando la gioia di Ibrox. Anche le altre due coppe nazionali entrano in bacheca e Barry può così vantarsi di essere uno dei pochi capitani ad aver guidato i light blues ad un Treble.

Purtroppo nella stagione successiva, Ferguson cede alle lusighe della Premier League inglese e firma per il Blackburn Rovers. Una scelta dettata dai problemi economici della società ma anche dalla ricerca di nuovi stimoli del capitano, che infatti molti tifosi non gli perdonano.
Giocherà un anno e mezzo in EPL, condizionato da un infortunio ma offrendo comunque buone prestazioni, al contrario di quello che molti critici di parte hanno voluto far passare. Comunque la nostalgia è troppo forte, e nel gennaio 2005 si sancisce il ritorno a Glasgow (e lui, quasi per farsi perdonare, si farà tatuare le scritta “Every saint has a past. Every sinner has a future”).

Barry diventa subito protagonista nella conquista della Coppa di Lega, ma soprattutto del titolo numero 51 nella giornata che passerà alla storia come “Helicopter Sunday”. McDonald del Motherwell sconfigge il Celtic con una doppietta negli ultimi minuti, consentendo il sorpasso decisivo ai Gers che stavano indietro di 2 punti. L'1-0 all'Hibernian è abbastanza per dare il via alla festa, inaspettata e per questo ancora più dolce.
Nel 2005-06 Barry riottiene la fascia di capitano, ma da qui in poi le prestazioni (e le gioie) caleranno sempre più. I Gers rimangono a mani vuote fino al 2008, quando arriva l'ennesima Coppa di Lega. Nel frattempo c'è stato l'addio a McLeish con un deludente terzo posto e la triste vicenda LeGuen (che lo aveva messo fuori rosa prima di essere esonerato), fino al ritorno del santone Smith in panchina.
A fine 2008-09, i Rangers mancano l'appuntamento con la storia perdendo la storica finale Uefa contro lo Zenit, ma il capitano raccoglie comunque una piccola gioia divenendo il calciatore scozzese con più presenze in Europa di sempre (82).
Quasi più bruciante è la sconfitta in campionato, anche a causa di un calendario impossibile, lenita solo in parte dalla vittoria in Coppa di Scozia.
E siamo all'ultima stagione. Incredibilmente, quando Barry è fuori squadra i compagni sembrano giocare meglio, ed infatti mettono in fila l'allungo decisivo per il titolo mentre lui è fuori rosa. L'esclusione avviene per un gesto irriverente e stupido fatto in nazionale (di cui era anche capitano), che lo “banna” per sempre dalle convocazioni. Un gesto che mette in evidenza il suo difficle momento psicologico, ma anche fisico. Barry viene riammesso in tempo per godersi i festeggiamenti per il “Double”, ma la storia d'amore con i light blues è al capolinea.
I nuovi stimoli questa volta prendono la forma del Birmingham dell'amico McLeish, che consentirà a Ferguson di misurarsi ancora una volta con un palcoscenico del calibro dell'EPL, in cui saprà senz'altro farsi valere.
Nonostante un rapporto non sempre facile, tutti i tifosi lo ricorderanno sempre per il suo contributo, il suo attaccamento, la sua grinta, 15 trofei, 431 presenze e 61 reti. Cmon Barry...“Every saint has a past. Every sinner has a future”

Edited by BigAmo - 18/9/2009, 12:57